Principi di Mesolcina: Trivulzio Galli o Gonzaga Trivulzio Galli?
- Secretaria do Conselho Privado da Casa Principesca
- há 2 dias
- 6 min de leitura
Atualizado: há 2 dias

So che uno degli argomenti che suscita più curiosità su di me e sulla mia famiglia è: il nostro cognome è Trivulzio Galli o Gonzaga Trivulzio Galli? Qual è il cognome "corretto" o "ufficiale" della Casa Principesca di Mesolcina e Alvito?
L'esistenza stessa dei cognomi è un fenomeno esclusivo della nobiltà italiana... la nobiltà tedesca, ancora oggi, usa titoli di famiglia al posto dei cognomi; e quindi, i Principi della Casa Reale di Prussia usano il titolo Prinz von Preussen dopo il loro nome, e non il cognome di famiglia, che è Hohenzoller. Oppure i Principi della Casa Reale di Baviera usano il titolo Prinz von Bayer e non Wittelsbach, che è il cognome di famiglia. In questo senso, per la nobiltà germanica, il cognome ha un significato di tradizione familiare, ma non di uso civile, totalmente diverso dalla nobiltà italiana, dove il cognome di famiglia è molto più importante del titolo.
Dunque, Trivulzio Galli o Gonzaga Trivulzio Galli? La risposta è un curioso "entrambi", seguito da una spiegazione. Il legame della famiglia Trivulzio Galli con i Gonzaga avvenne attraverso diversi matrimoni tra i suoi membri, ma quello che ci ha lasciato in eredità il loro cognome fu il matrimonio tra il Principe Don Carlo Emanuele Teodoro Trivulzio, VI Duca di Mesolcina, Marchese di Melzo e Gorgonzola, VI Principe di Trivulzio (meglio noto a Milano come Principe D. Teodoro VIII Trivulzio) e la Principessa Donna Caterina Gonzaga di Castel Goffredo, figlia del Principe D. Alfonso Gonzaga, Marchese di Castel Goffredo, fratello maggiore di D. Ferrante Gonzaga, Marchese di Castiglioni. Questo Ferrante Gonzaga di Castiglioni aveva due figli, il maggiore era San Luigi Gonzaga, un grande Santo, il secondo figlio era Rodolfo Gonzaga, che divenne noto per aver ordinato l'assassinio di suo zio, D. Alfonso, padre della mia antenata Donna Caterina Gonzaga.
Ma per quale motivo il fratello di San Luigi Gonzaga ordinò l'assassinio di suo zio il 7 maggio 1592, festa dell'Ascensione del Signore? La risposta è molto semplice: sapendo che suo zio non aveva eredi maschi e che il Marchesato di Castel Goffredo era un Feudo di Investitura Imperiale, poteva essere ereditato, Jus Uxoris, dal marito di sua cugina, Donna Caterina. Assassinando suo zio, Rodolfo Gonzaga tenta di impossessarsi del Marchesato di Castel Goffredo. Tuttavia, nel 1596, Donna Caterina Gonzaga sposò un grande condottiero che, avendo le giuste conoscenze alla Corte Imperiale, avrebbe potuto lottare per i diritti di successione a nome della moglie, e così fu fatto. Il VI Duca di Mesolcina, Marchese di Melzo e Gorgonzola, presentò un'istanza alla Corte Ducale di Mantova e, contemporaneamente, si appellò all'Imperatore affinché gli venisse concesso per diritto ereditario il Marchesato di Castel Goffredo. Essendo Rodolfo Gonzaga morto il 7 marzo di quello stesso anno, non vi era nessuno da punire per la morte di Don Alfonso Gonzaga e l'Imperatore ordinò che il Marchesato fosse assegnato al Duca di Mesolcina. Tuttavia, poiché non tutto è così semplice, il Duca di Mantova, Don Vincenzo I Gonzaga, in cambio del mantenimento del cognome Gonzaga da parte dei Trivulzio accanto al proprio, sarebbe stato considerato erede del ramo di Castel Goffredo, nonché creditore del Ducato di Mantova.

Ecco perché il figlio di Donna Caterina Gonzaga di Castel Goffredo e Don Carlo Emanuele Teodoro Trivulzio, Don Giangiacomo Teodoro II, che nel 1605, anno della morte del padre, in ricompensa dei servigi paterni resi al Sacro Romano Imperatore, fu elevato al titolo di I Principe di Mesolcina, di Mesocco e del Sacro Romano Impero, usò il cognome Gonzaga Trivulzio, che prese così seriamente da lasciare istruzioni affinché lo stemma della famiglia Gonzaga fosse inciso sulla sua lapide accanto a quello dei Trivulzio, con la differenza che le aquile sarebbero state rivolte verso il centro dello scudo, e non a destra, così come lo stemma della sua defunta moglie, la Principessa Giovanna Maria Grimaldi di Monaco. Il I Principe di Mesolcina, di Mesocco e del Sacro Romano Impero trasmette il cognome Gonzaga Trivulzio ai suoi due figli, la Principessa Donna Ottavia Gonzaga Trivulzio, che sposa il Principe Don Tolomeo III Galli, IV Duca d'Alvito, III Principe di Molise e Principe Romano; nonché al Principe Don Ercole I Teodoro Gonzaga Trivulzio, II Principe di Mesolcina, di Mesocco e del Sacro Romano Impero, che sposando la Principessa Donna Orsina Visconti Sforza di Caravaggio fu padre di Don Antonio VI Teodoro Gonzaga Trivulzio III Principe di Mesolcina, di Mesocco e del Sacro Romano Impero. Questo Principe non ebbe discendenti e, per evitare l'estinzione della Casa Principesca di Mesolcina, dopo aver ottenuto l'approvazione di suo zio, il Duca d'Alvito, chiese l'approvazione dell'Imperatore per adottare i suoi due cugini, figli del matrimonio di sua zia con il Duca d'Alvito. Così i principi Francesco I Galli (futuro V Duca d'Alvito) e Gaetano Galli (futuro Principe D. Antonio VII Gaetano, IV Principe di Mesolcina, di Mesocco e del Sacro Romano Impero) adottarono il cognome Gonzaga Trivulzio insieme al cognome paterno e nacque il nome Gonzaga Trivulzio Galli, ai quali furono confermati i diritti di successione su tutti i diritti, onori, beni e feudi della Casa Principesca di Mesolcina, così come fu ufficializzato dalla cosiddetta "Bolla di Ferro" dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Leopoldo I, nel 1678.
Il fatto è che nel 1708 il Ducato di Mantova e Monferrato cessò di esistere, poiché il suo Sovrano, D. Ferdinando Carlo Gonzaga-Nevers, fu considerato un traditore dall'Imperatore Giuseppe I del Sacro Romano Impero, e le terre del Ducato furono divise tra Casa Savoia, che mantenne il Monferrato, e Casa d'Austria, che mantenne Mantova... né i Gonzaga Trivulzio Galli, né i Gonzaga di Vescovato, né alcun altro discendente della famiglia Gonzaga ereditò alcunché. Per mantenere in vita l'eredità non pagata dei beni del Marchesato di Castel Goffredo, Sua Altezza Serenissima il Principe Don Antonio VIII Tolomeo Gonzaga Trivulzio Galli, V Principe di Mesolcina, di Mesocco e del Sacro Romano Impero, crea, nell'ambito del Principato di Mesolcina, a valere della sua Fons Honorum di Principe con Immediatezza Imperiale, un Ordine Cavalleresco con il nome di Supremo Ordine Dinastico Religioso-Militare del Preziosissimo Sangue del Redentore, che ottenne l'approvazione di Papa Clemente XI, a memoria di quell'Ordine del Preziosissimo Sangue del Redentore fondato dal Duca Vincenzo I Gonzaga di Mantova nel 1608, che perse il suo Gran Maestro e cessò di esistere dopo la caduta di Ferdinando Carlo Gonzaga-Nevers; tale Ordine Dinastico continua a operare pienamente, limitato a soli 20 Cavalieri insigniti del Collare dell'Ordine, come previsto dallo Statuto originario dell'Ordine Mantovano.
Col tempo, i ricordi del feudalesimo si sono sempre più sbiaditi, soprattutto per quanto riguarda il Marchesato di Castel Goffredo, che non ci è mai stato donato. A volte, come facciamo ancora oggi, si usava il cognome Gonzaga Trivulzio Galli per esteso, a volte si usava solo Trivulzio Galli, o addirittura solo uno dei due, come faccio io stesso nella mia vita quotidiana, mantenendo il cognome tripartito Gonzaga Trivulzio Galli solo per gli atti ufficiali, e immagino che nelle lettere manoscritte dei secoli precedenti, molti dei Principi di Mesolcina e dei Duchi di Alvito che mi hanno preceduto abbiano fatto esattamente lo stesso.
Riguardo a una possibile "disputa" con Sua Altezza Serenissima il Principe Don Maurizio Ferrante Gonzaga di Vescovato, Marchese del Vodice, questo non accadrà mai. È il Capostipite del ramo dei Gonzaga di Vescovato, l'ultimo ramo maschile sopravvissuto della dinastia Gonzaga, è l'erede degli onori e dei diritti della sua famiglia e, dopotutto, siamo imparentati, anche se alla lontana, e quindi lo tengo in grande considerazione, in quanto esempio di Principe Cattolico, Cavaliere, genealogista e storico.
L'unica cosa che portiamo della stirpe Gonzaga è la rappresentanza genealogica delle famiglie Gonzaga di Castel Goffredo, Castiglioni e Solferino, poiché Donna Caterina Gonzaga di Castel Goffredo era cugina di primo grado di San Luigi Gonzaga. Ovviamente, siamo il ramo genealogicamente più vicino a questo grande Santo, per il quale nutro un'enorme devozione. Inoltre, manteniamo il cognome Gonzaga per i motivi già menzionati sopra, oltre allo stemma combinato Gonzaga + Trivulzio + Galli, come esemplificato dall'uso del primo Principe di Mesolcina, di Mesocco, e del Sacro Romano Impero sulla sua lapide nella Basilica di Santo Stefano Maggiore a Milano.
Castello di Viglas, 10 novembre 2025.

S.A.S. il Principe D. Andrea III Gonzaga Trivulzio Galli
XVIII Principe di Mesolcina, di Mesocco e do S.R.I., XXI Duca d'Alvito, XX Conde-Duque d'Atina,
Principe di Canterano, Marchese Pontificio del Viminale, XVIII Principe di Trivulzio-Galli, Marchese di Melzo e Gorgonzola, etc.




Comentários